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Come sostenere la cultura avendo riconosciuti incentivi fiscali?

Mag 17, 2016 VSP Commercialista Approfondimenti, Economia della Cultura Nessun commento

 

A regime nel 2016 il credito d’imposta del 65% per erogazioni a sostegno di beni culturali: Art Bonus

 

La Triennale di Milano o la Galleria degli Uffizi? L’Arena di Verona o il Teatro San Carlo di Napoli?
O invece, il restauro di una pergamena del 1300 o di un dipinto del ‘600, piuttosto che i laboratori per bambini di una biblioteca di provincia?

 

Cambia l’entità di risorse necessarie, diversi milioni per i primi, meno di mille Euro ad intervento per i secondi, ma tutte le iniziative citate sono presenti sul portale ArtBonus.Gov, dedicato agli interventi sostenibili da privati e aziende, mediante incentivo fiscale.

 

L’art bonus, istituito nel 2014 e reso permanente dalla Legge di Stabilità per il 2016, infatti, prevede un credito d’imposta in misura del 65% dell’importo donato a favore di privati e società, per interventi di sostegno a beni culturali di proprietà di enti pubblici, oltreché a Teatri e Fondazioni Sinfoniche.

Chi

La misura agevolativa è riconosciuta a tutti i soggetti, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica.

Cosa

I beni culturali agevolabili e gli interventi di sostegno in essere sono visionabili sul portale Art Bonus, ricercabili per Luogo, Tipologia di Intervento, Tipologia di Ente Beneficiario. Sul portale è esplicitato l’importo necessario e la descrizione dell’intervento oggetto delle elargizioni. I beni culturali non presenti nel portale non possono essere beneficiati.

 

Le tipologie di interventi includono sia la manutenzione e il restauro, che la realizzazione di nuove strutture e, in generale, il sostegno di beni e luoghi culturali.

 

In particolare, i beneficiari sono il Mibact, le Regioni, i Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le altre amministrazioni dello Stato, Fondazioni lirico sinfoniche i Teatri, i Musei, le biblioteche, gli archivi, le aree e parchi archeologici e i complessi monumentali.
Le erogazioni possono essere destinate anche ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.

Sponsorizzazioni o Erogazioni liberali?

Per le erogazioni effettuate dalle imprese, è bene chiarire che le stesse non possono avere il carattere di sponsorizzazione, ossia non può essere prevista contrattualmente una controprestazione che gravi sull’ente beneficiario in termini di esposizione di logo, marchi, e altro dell’impresa che effettua l’erogazione. É tuttavia ammesso, e non è poco, un esplicito ringraziamento, visibile a tutti, sul portale ArtBonus per i mecenati che rilascino liberatoria per l’utilizzo del loro nome nonché sul sito dell’ente beneficiario. Pertanto l’erogazione liberale si rivela possibile anche alle persone giuridiche lucrative e alle imprese commerciali in generale.

 

La donazione: come

La donazione è fatta dal mecenate direttamente all’ente scelto, il quale deve comunicare sul proprio sito facilmente i dati (codice fiscale e iban) per ricevere le somme.

 

Le erogazioni devono essere effettuate in denaro, mediante strumenti tracciabili, quali bonifico, pagamento presso le Poste, o anche carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Occorre fornire al beneficiario la propria identità fiscale (codice fiscale o partita iva) nonché conservare copia del documento che certifica l’erogazione in denaro con la causale di versamento che identifica oggetto/ente beneficiario.

 

Quindi, vanno comunicati i dati dell’erogazione effettuata al portale www.artbonus.gov.it
Per apparire nell’elenco pubblico dei mecenati, il mecenate dovrà compilare un form online, rilasciando opportuna liberatoria e consenso al trattamento dei dati personali per tale fine.

 

I soggetti beneficiari pubblicheranno sul proprio sito in una pagina dedicata, l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute, la destinazione e l’utilizzo delle stesse. Nonché comunicheranno con scadenza mensile l’ammontare delle erogazioni ricevute al portale e i dati sullo svolgimento degli interventi.

Il Credito d’imposta: come

Il credito di imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

 

Chi non è titolare di reddito d’impresa fruisce del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi, in misura di 1/3, a partire dalla dichiarazione relativa all’anno in cui è effettuata l’erogazione liberale, al fine del versamento delle imposte sui redditi.
La quota annuale non utilizzata può essere riportata in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale.

 

Per i titolari del reddito d’impresa, il credito d’imposta è utilizzabile tramite compensazione, sempre in 3 rate, a scomputo dei versamenti dovuti e da effettuarsi mediante F24, a partire dal 1° giorno del periodo di imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali.
In caso di mancato utilizzo, anche parziale, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nel corso dei periodi di imposta successivi, secondo le modalità proprie del credito.

 

Il credito non soggiace al limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta agevolativi.
Per espressa previsione di legge, all’Art-Bonus non si applica neanche il limite generale di compensabilità di crediti di imposta e contributi, di cui all’articolo 34 della legge n. 388 del 2000.
Non si applica neanche la limitazione di cui all’articolo 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, che prevede un divieto di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro.

 

Limiti

Per le persone fisiche, l’entità massima del credito d’imposta è pari al 15% del reddito imponibile annuo, mentre per i titolari di reddito d’impresa (sia in forma individuale, che societaria) l’entità massima è lo 0,5% dei ricavi annui.

Per gli enti non commerciali, equiparandoli alle persone fisiche il limite è il 15% del reddito imponibile.
L’imprenditore individuale e gli enti non commerciali sono soggetti ad uno dei due limiti, a seconda che effettuino la donazione nell’ambito della loro attività personale o istituzionale.

 

Sono disposte incompatibilità con altre norme di agevolazione fiscale per le donazioni per iniziative culturali al fine di evitare che con un’unica liberalità si benefici di più agevolazioni.
Sono sospese pertanto le agevolazioni previste per le persone fisiche dall’art. 15, comma 1, lett. h) ed i) del TUIR e quelle previste per le imprese dall’art. 100, comma 2, lett. f) e g) dello stesso provvedimento.
Il nuovo provvedimento non riguarda invece la disposizione contenuta nella lettera m) del comma 2 dell’art. 100 del TUIR.

 

Consulta l’infografica riassuntiva

Riferimenti:

Portale Art Bonus

Decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2014, n.106.

Legge di Stabilità 2016

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E del 31/07/2014

 

 

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